CORSO: ILLUSTRAZIONE E GRAFICA EDITORIALE


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LA PROFESSIONE DELL’ILLUSTRATORE E DEL GRAFICO EDITORIALE
Possono i sogni e la fantasia diventare una professione?
L’immaginazione e la creatività sono risorse fondamentali in alcuni lavori. Perché non utilizzarle nel modo giusto?
Illustratori e grafici lo fanno tutti i giorni. Vuoi provarci anche tu?
Puoi iniziare provando il nostro corso in Illustrazione e Grafica editoriale: sviluppo e progettazione della copertina. E’ un primo approccio ad un mestiere creativo e moderno.
La copertina di un libro è ormai un prodotto di design, alla cui ideazione e progettazione lavorano grafici e illustratori con lo scopo principale di attirare l’attenzione e instaurare una relazione con il lettore.
Si dice che Un libro non si giudica dalla copertina, ma una copertina ben realizzata è il biglietto da visita con cui un editore può giudicare il lavoro del grafico e dell’illustratore, professioni in crescita così come il settore editoriale.
Sei un sognatore? Ti dicono che hai troppa fantasia? Perché non usarla per diventare un illustratore o un grafico?


DESTINATARI

Il corso è rivolto a tutti colore che voglio trasformare una passione in un lavoro.
Che vogliono entrare all’interno di tutti i processi produttivi dell’editoria, sia cartacea che audiovisiva e digitale.
Per tutti coloro che concretamente aspirano ad utilizzare la propria creatività nel mondo lavorativo.

PROGRAMMA DEL CORSO
Teoria del colore
Tecniche pittoriche di base
Colorazione classica e digitale
Character design
Rapporto testo-immagine
La font e il carattere, studio della tipografia
Impaginazione: lo studio della gabbia
Studio della veste editoriale e il target di riferimento
Analisi degli stili richiesti dal mercato
Sviluppo del progetto e della veste grafica
Sviluppo dell’illustrazione
Progettazione e sviluppo di un progetto reale (dato in classe)

NUMERO ORE COMPLESSIVE 140 ORE.

Prenota la tua prima lezione di prova per il 13 settembre 2019.
Costo della lezione 20 euro.

Per maggiori informazioni inviare una mail a abav@abav.it oppure a grafillustratore@gmail.com

ABAV WhatsApp +39 3515202901




OPEN DAY – 13 SETTEMBRE 2019


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Realizza il TUO futuro, CREA il tuo Talento con NOI.
Lavoriamo sulla tua UNICITÀ

Ti aspettiamo il 13 settembre dalle ore 10:00 alle ore 16:00

Per maggiori informazioni Whatsapp +393515202901




CONCORSO SAN PELLEGRINO 2019


5° Edizione – Concorso San Pellegrino in Fiore

L’Ente Autonomo San Pellegrino in Fiore in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”, la partecipazione di “Pagine in Fiore” promuove il concorso fotografico “Scorci per San Pellegrino in Fiore”. La foto verrà acquisita tra i materiali per l’elaborazione dell’immagine della manifestazione ufficiale della prossima edizione che si svolgerà nel 2019, a discrezione dell’Ente Autonomo di San Pellegrino in Fiore.

Premi

  • 1° Classificato sezione TECNICA – Bonus del valore 500 euro per corso di Fotografia professionale presso l’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”;
  • Menzione speciale – Premio del valore di 150 euro in un corso della durata di 3 ore  presso il laboratorio dell’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” sulle antiche tecniche di stampa fotografiche con relativo certificato di partecipazione

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OPEN DAY – 17, 18 E 19 LUGLIO


L’estate e il caldo non ci fermano. Ti aspettiamo il 17,18 e 19 luglio alle giornate dedicate al secondo #ABAVOpenDay 2018/2019.
Sarà possibile visitare le aule e gli spazi comuni, scoprire come è organizzata l’ #ABAV al suo interno, rivolgere domande e curiosità ai professori e soprattutto toccare con mano i laboratori in cui gli iscritti sperimentano sul campo le conoscenze teoriche apprese sui libri.
Cosa aspetti, contattaci!
Inoltre per tutti i partecipanti una straordinaria sorpresa.

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Inizio Anno Accademico 2017/2018


Vi aspettiamo il 30 ottobre 2017/2018.

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OPEN DAY – Settembre 2017 – Iscrizioni Aperte a.a.2017/2018


È il momento di decidere il tuo FUTURO. L’ABAV ti aspetta da settembre con una settimana ricca di laboratori aperti dove potrai conoscere i docenti, lo staff e i luoghi che vivrai i prossimi anni. Prenotata ora il tuo Laboratorio al seguente link https://it.surveymonkey.com/r/abav-openday2017

LABORATORIO DI FASHION DESIGN
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LABORATORIO DI GRAPHIC DESIGN
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LABORATORIO DI CINEMA E TELEVISIONE
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LABORATORIO DI SCULTURA
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LABORATORIO DI VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI
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LABORATORIO DI FOTOGRAFIA
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LABORATORIO DI RESTAURO
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LABORATORIO DI PITTURA
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LABORATORIO DI SCENOGRAFIA
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PROGRAMMA – 40° Anniversario Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” – UNA SERATA A REGOLA D’ARTE


L’ABAV FESTEGGIA IL 40° ANNIVERSARIO
NEL VIVIDO RICORDO DEL SUO FONDATORE AUSONIO ZAPPA

Sabato 26 settembre, alle 17, presso la sede di via Col Moschin n. 17
a Viterbo, le celebrazioni con una vera e propria “Serata a regola d’arte”

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Il prossimo sabato 26 settembre, l’ABAV Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo, sita in via Col Moschin n. 17, festeggerà il 40° anniversario della sua fondazione.
L’Istituto aprirà i battenti al pubblico alle ore 17 e darà vita a una vera e propria “Serata a regola d’Arte”.
A fare gli onori di casa, ed aprire la kermesse, sarà il direttore Ing. Luigi Sepiacci che nell’occasione annuncerà il nuovissimo concorso dedicato ad Ausonio Zappa, il fondatore dell’Accademia. L’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”, fu fondata infatti nel 1975, esattamente 40 anni fa ed è stata la prima Accademia di Belle Arti non statale, a gestione privata, ad essere legalmente riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione e, successivamente dal Ministero dell’Università e della Ricerca. La serata del 26 settembre sarà un’occasione per ricordare e commemorare la fulgida figura del suo fondatore, il Prof. Ausonio Zappa, pioniere dell’educazione privata in Italia e al contempo fondatore della Nuova Accademia di Belle Arti “NABA” di Milano e dell’Accademia Britannica di Roma. La sua personalità, occorre sottolineare, è da annoverarsi tra le prime promotrici in Italia dei programmi Erasmus/Socrates ed è nota anche per gli importanti incarichi di prestigio ricoperti nei network europei Art-Accord Europe, ELIA, ICFAD. Proprio per omaggiare la sua figura, durante la festa commemorativa, l’Ingegner Luigi Sepiacci, direttore dell’Accademia, indirà il Premio Ausonio Zappa rivolto a tutti gli studenti, amatori, intenditori di scultura e pittura. Il direttore Ing. Luigi Sepiacci presenterà con l’occasione anche il libro “Gli affreschi della domus delle pitture nell’area archeologica di Poggio Moscini a Bolsena”.
Seguirà la premiazione del vincitore del concorso “Uno scatto per San Pellegrino in Fiore 2016” che chiuderà la prima parte delle celebrazioni.
Alle 18.15 un lungo tappeto rosso entrerà in scena per un affascinante défilé in cui gli studenti di Fashion Design faranno sfilare le loro collezioni: sarà una splendida combinazione di musiche, abiti e colori all’interno di una location davvero unica e suggestiva.
Scultura e pittura saranno poi le altre due protagoniste della serata: per l’occasione verrà allestita un’esposizione delle opere degli allievi, ed ex allievi, dell’Accademia così da ricostruire per intero i 40 anni della sua intensa attività artistica. In simultanea una mostra di pittura convoglierà l’attenzione degli spettatori in un’improvvisazione di arte “hic et nunc”.
L’Arte troverà così espressione in tutte le sue forme: “Motion comic” e “Speed drawing”, un workshop sul fumetto a cura del prof. Fabrizio Pinzaglia; poi una mostra fotografica curata dagli studenti più meritevoli dell’Accademia e infine la proiezione del cortometraggio di Lorenzo Gomiero per dare voce anche al corso di Cinema.
A conclusione della serata, una suggestiva performance di Ceramica Raku, in cui il Prof. Emanuele Ioppolo mostrerà come la materia – sotto l’effetto di acqua e fuoco – trasforma la sua fisionomia con giochi di meravigliose sfumature cromatiche. Interverrà all’importante manifestazione celebrativa anche il figlio dello storico fondatore, Gianluca Zappa, che insieme con le altre autorità ricorderà l’iter di questi quarant’anni di attività dell’Accademia quale vitale centro propulsore di Arte nel territorio viterbese.




MANIFESTO DEGLI STUDI 2018.2019


Il Manifesto degli Studi contiene la descrizione dei Corsi attivati dall’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”, delle procedure amministrative per gli studenti italiani e stranieri che si immatricolano e che si iscrivono ai corsi, dei requisiti e delle modalità di immatricolazione e di iscrizione, delle scadenze per i pagamenti delle tasse e dei relativi importi.




L’ABAV al MAXXI – COMUNICATO STAMPA


Comunicato stampa

Venerdì 28 novembre 2014
Ore 16.00 Opening
MAXXI – Padiglione del Dipartimento Educazione nella piazza del museo
Via Guido Reni 4A, Roma

SOUNDS PORTRAITS
Gli Allievi dell’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo presentano un’installazione sonora dal titolo SOUNDS PORTRAITS (sonoro 15’).
Una mostra realizzata all’interno del progetto didattico MuSuO (Museo Suono Opera) sviluppato dall’accademia in collaborazione con il dipartimento educazione del MAXXI.
Il progetto MuSuO nasce dall’idea di saldare il distacco tra luogo della formazione e il luogo dell’arte, saldatura possibile inserendo nel percorso didattico dell’Accademia l’attualità della ricerca artistica nel luogo in cui questa viene esposta e vitalizzata, il museo d’arte contemporanea.
In occasione della mostra Open Museum Open City il Dipartimento educazione del museo e l’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo hanno ideato un progetto educativo che coinvolgesse gli studenti in un’esperienza formativa e creativa. Il carattere peculiare della mostra – nel suo essere terreno di relazione tra museo e città – insieme ai contenuti e alle istanze formali delle opere di sound art ha determinato la traccia da seguire: il percorso è iniziato nel mese di settembre con l’organizzazione del gruppo di lavoro e con una serie di incontri per inquadrare l’ambito della ricerca, propedeutico all’ingresso nel vivo della mostra. Lo spostamento del gruppo al museo con visite, sopralluoghi e attività di ricerca, ha abbattuto la barriera dell’aula quale luogo tradizionale di acquisizione di saperi. Gli studenti hanno potuto vivere la soluzione logica del loro impegno di studio nel luogo dove l’oggetto del sapere, l’arte, si va formando. Il contatto tra la disciplina accademica e il continuo aggiornamento dei temi e delle problematiche ha portato gli studenti a confrontarsi con le urgenze dei passaggi organizzativi di una mostra che più che un saggio finale è il resoconto di un percorso. Sebbene con le inevitabili ritrosie, il gruppo si è mosso nella progettazione di un’opera partendo dal tema dell’autopresentazione – chiaramente in chiave sonora – per arrivare all’indagine dell’oggetto sonoro attraverso l’impiego alternato di strumenti analogici e digitali.
In questo, come in altri progetti analoghi, il museo dà voce alla propria identità educativa e si pone accanto alle agenzie formative istituzionali per costruire percorsi di apprendimento capaci di incidere nella società e, in questo caso specifico, nella formazione e nel vissuto degli artisti di domani.

Orari:
Venerdì 28 novembre 4 pm – 7 pm
Sabato 29 novembre 11 am – 5 pm
Domenica 30 novembre 11 am – 5 pm
Ingresso libero
Durante gli orari di apertura della mostra gli studenti dell’Accademia faranno da mediatori della loro opera al pubblico.

Contatti:
Marcello Carriero per Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo
e-mail
Antonella Muzi per Dipartimento educazione MAXXI
e-mail antonella.muzi@fondazionemaxxi.it




MuSuO – OPEN MUSEUM OPEN CITY


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MUSEO SUONO OPERA – UN PROGETTO A TRE DIMENSIONI

OPEN MUSEUM OPEN CITY

ITA

Il suono diventa la chiave d’interpretazione della realtà, un modo speciale per esplorarla, per creare un museo aperto, esempio condensato di una città aperta.

Il progetto offre l’interessante possibilità di ripensare il rapporto tra la produzione artistica, gli interventi architettonici e la partecipazione del pubblico. Una riflessione sulla complessità di Roma, foro moderno della trasformazione urbana e degli esperimenti socio-culturali.

La mostra si terrà nel MAXXI, il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, che verrà “svuotato” e riempito di suoni. Dal suono fluido dell’acqua che scorre sotto la città di Roma, alla scomposizione di un pezzo musicale in singole note, dai rumori della città al ritmo della rivoluzione e molto altro ancora.

Le opere sonore e le azioni tra artisti e pubblico, trasformano, in modo immateriale ma comunque spettacolare, le gallerie del museo in spazi urbani, intimi, virtuali, digitali, spirituali e politici. Questi elementi ridefiniscono la natura degli spazi del MAXXI e del suo significato pubblico.

Il progetto si articolerà in ambienti interattivi generando una molteplice e complessa esperienza: “uno spazio di due sistemi”.

Il suono diventa il pretesto per collegare creatività e tecnologia.

Il pubblico avrà modo di produrre “mondi interni” del tutto personali e originali grazie al progetto di zonizzazione che definisce un nuovo modello di urbanizzazione. La funzione del museo verrà , dunque, ampliata a piazze, strade, edifici, case, mercati, ristoranti, caffè, teatri, giardini, boschi, laghi, monumenti, labirinti, asili, scuole, ospedali , bordelli, stazioni di polizia, stadi, case, camere e monolocali.

Le opere saranno il frutto del rapporto tra staticità e movimento, materia e suono, artista e spettatore.

ENG

 An exhibition that comes to life in the whole museum, an extra-ordinary opportunity to analyze some of the most important issues of our times, through sound. The project offers an interesting opportunity to rethink the relationship between the production of art, architectural interventions and public participation. It could be considered a reflection on the complexity of Rome, center of modern urban transformation and socio-cultural experiments. Sound becomes the key for the interpretation of reality, a special way to explore; to create an open museum, a condensed example of an open city.

 The MAXXI is transformed into an open forum, a unique platform for dialogue and for the proposal of new social projects “emptying the space” and filling it with sounds. From the sound of water flowing fluid under the city of Rome, the decomposition of individual notes in a piece of music, the noise of the city to the rhythm of the revolution, and much more.

 The exhibition will transform the museum into a stage, between different voices and demands of new social works of art by using radical techniques. “Emptying the building” and filling it with sound. The sound identifies several issues in the process of zoning, it defines the pattern of urbanization. The museum will be occupied by sound installations which will seem immaterial, but still spectacular, the sound installations and actions of artists and audience will create tunnels in urban spaces, intimate, virtual, digital, spiritual and political. These elements will redefine the nature of the museum and its public meaning. The project will consist of interactive environments, between stillness and movement, material and immaterial, the artist and the audience. Installing static and personal audio systems, mobiles(with works which have contributed to the artist and the audience …) will generate a complex experience: “a space of two systems.” The sound is an excuse to connect creativity and technology.

 Navigation through urban and mental spaces will cause an expansion of the function of the museum, it can become a part of the urban structure. The plants live together with a static architectural reality and mobile personal systems produce “inner worlds”.

The works of art and museum will be designed and installed according to the logic of zoning: squares, streets, buildings, houses, public buildings, markets, restaurants, cafes, theaters, gardens, woods, lakes, monuments, walls, mazes, kindergartens, schools, hospitals, brothels, police stations, stadiums, houses, rooms and studios.

The works will be the result of the relationship between stillness and motion, matter and sound, artist and viewer.

LORENZO GOMIERO, Analogico e Digitale

Sonoro: 2′ 1″, 2014

LORENZO GOMIERO e SIMONE MARZIALI si sono occupati del progetto musicale all’interno del percorso didattico del MUSUO. Lorenzo Gomiero ha alternato suoni analogici e digitali in una registrazione sonora del 12 Novembre 2014

VISITA ALLA MOSTRA “OPEN MUSEUM OPEN CITY”

Il 28 ottobre dopo essersi recati al MAXXI, sotto la guida di Antonella Muzi e Claudia Fiasca, gli studenti dell’ABAV hanno avuto modo di  esaminare le opere esposte.
Ryoji Ikeda  esamina la nota “La” ,in quanto è all’origine della musica, in “A [4ch version]” . la sala si riempie di suoni che si sovrappongono nel nostro orecchio creando un effetto simile al battimento grazie a quattro casse che emettono la nota con frequenze differenti.
Haroon  Mirza propone il tema della compenetrazione tra esterno e interno, tra museo e città  in “External Binaural Envelope”. La quotidianità viene portata  nella sala grazie a dei microfoni che registrano in tempo reale sia suoni  delle auto e delle genti che passano per via Guido Reni, che quelle dei fruitori nel museo.
Lara Favaretto  ripropone “Doing” del 1998 in “Window” l’opera di Anish Kapoor . Dei suoni martellanti fanno intendere all’ascoltatore che si stanno verificando dei lavori in corso, al contrario la registrazione riguarda degli operai che stanno disintegrando dei blocchi di marmo fino a renderli solamente polvere.
Justin Bennet ci propone due opere, “Hyper – Forum” in cui ci fa immergere, tramite una sfera sonora immaginaria, nel bel mezzo di una piazza , e “Oracle 2.0” che come dice il titolo stesso è un vero e proprio Oracolo che si attiva casualmente e non a tutti i visitatori.
Philippe Rahm trascina l’osservatore in un mondo tutto nuovo, quasi utopico con “Sublimated Music”. Qui di notevole importanza è anche il senso della vista, infatti, il gioco di luci influisce notevolmente alla sublimazione del suono. Le note che vengono emesse dagli spikers  vanno a comporre un pezzo di “Cloches à Travers les Feuilles” di Debussy che si completa a mano a mano che lo spettatore avanza.
Francesco Fonassi rielabora il concetto di relazioni umane in “Territoriale”, un’opera composta da due spazi divisi da una parete. Grazie a dei microfoni che elaborano i suoni dei passanti in note bianche, ogni parte della stanza produce suoni più o meno forti in base alla quantità di gente che passa dall’altra parte della parete, proprio come l’animo umano subisce variazioni quando si avvicina ad altre persone.
Jean-Baptiste Ganne rielabora le gesta di Don Chisciotte in un opera silenziosa interamente realizzata in codice morse con “Il guerriero solitario”. L’opera, visibile anche dall’esterno, viene letta e presentata tramite una luce rossa che percorre un intero corridoio.
Cevdet Erek  invita all’unione e alla ribellione con “l’insurrezione che verrà – The Uprising to Come”.  Cerca di mobilitare le masse, farle uscire di casa e ritrovarsi in piazza per creare una vera e propria rivoluzione.
“Narrazioni” è un ciclo che consiste in quattro performance di Chiara Fumai, Marinella Senatore, Valentina Vetturi e Elisa Strinna. Quest’ultima in particolare analizza il tema delle cartografie latenti. Studia il rapporto  tra idea di società  e la vita reale delle persone.
Bill Fontana, infine, ci accompagna durante tutto il percorso con “Soning Mappings”. Il suono degli acquedotti di Roma viene decontestualizzato e inserito all’interno del Museo quasi come se fosse un proseguimento del percorso. Inoltre gli spikers sono stati disposti su tutto il tragitto delle scale, infatti, quest’ultime ricordano l’andamento fluido dell’acqua.
Quest’esperienza è stata senz’altro molto coinvolgente  ed è stato un ottimo punto di partenza per il progetto MuSuO.

ENG

On October 28, we went to the MAXXI, under the guidance of Claudia Fiasca and Antonella Muzi, us students of the ABAV got to take look at the exhibition.

Ryoji Ikeda examines the note “A”, as it is the origin of music, “A [4ch version].” the room, filled with sounds that overlap in our ear, creates an effect similar to a beat thanks to four speakers that emit the note in different frequencies.

Haroon Mirza proposes the theme of interpenetration between inside and outside, between the museum and the city “External Binaural Envelope”. Everyday life is brought into the room through microphones that record in real time the sounds of cars and people passing by via Guido Reni, and those of the workers inside a courtyard within the museum.

Lara Favaretto proposes “Doing”, a work from 1998, within “Window” the installation of Anish Kapoor. This artwork lets the listener hear the banging sounds that occur while work is going on, instead the recording is made of workers who are disintegrating block of marble, until it becomes just dust.

Justin Bennett is proposing two works, “Hyper – Forum” in which he plunges us, through an imaginary sphere of sound, in the middle of a busy square, and “Oracle 2.0” which as the title itself is a veritable oracle that randomly activates, however not to all visitors.

Philippe Rahm draws the viewer into a whole new world, with the almost utopian “Sublimated Music.” Here, the sense of sight is very important, in fact, there is a play of lights that greatly affects the direction of the sound. Single notes are issued by speakers, which as you walk begins to compose a part of “Cloches à Travers les Feuilles” by Debussy, which finally is completed in as the viewer moves.

Francis Fonassi reworks the concept of human relations in “Territoriale”, a piece composed of two spaces separated by a wall. Thanks to the microphones that process the sounds of passing people into the white notes, each side of the room produces sounds that vary in strength depending on the amount of people passing by on the other side of the wall, just like the human soul undergoes changes as it approaches other people.

Jean-Baptiste Ganne reworks the exploits of Don Quixote in a work made in silence, doing this in Morse code, “The lone warrior.” The work, which is visible from the outside, is read and presented through a red light along an entire corridor.

Cevdet Erek calls to unity and rebellion with “The Uprising to Come.” He tries to mobilize the masses, to get them out of the apartment buildings onto the streets to create a revolution.

“Narratives” is a cycle that consists of four performances of Chiara Fumai, Marinella Senatore, Valentina Vetturi and Elisa Strinna. The latter, in particular, explores the theme of concealed maps. She studies the relationship between society and the ​real lives of people.

Bill Fontana, follows us within the whole museum with “Sonic Mappings”. The sound of the aqueducts of Rome is out of context and placed inside the museum, almost as if it were a continuation of the waters path. In addition, the speakers were placed on all of the stairs, in fact, the stairs give us the feeling reminiscent of the fluent water.

This experience was certainly very engaging and it was a good starting point for the project MuSuO.

 

SOUND PORTRAIT

Il giorno 22 Ottobre presso l’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo ABAV, abbiamo sperimentato l’intersecazione tra immagine e suono, chiedendo a ciascuno dei partecipanti (studenti ABAV) di scegliere un suono o rumore che lo rappresentasse. Il risultato lo potete vedere qui sotto

https://www.youtube.com/watch?v=kyw7Onct5rQ

SECONDO INCONTRO AL MAXXI

Durante il secondo incontro, svoltosi il 15 ottobre al MAXXI, la storica dell’arte Claudia Fiasca ha esposto il percorso storico-musicale in relazione all’arte. Già nel ‘500 Leonardo Da Vinci aveva enunciato la differenza tra musica e arte, definendo la prima come un qualcosa di effimero e la seconda come duratura nel tempo. Una prima riflessione sul silenzio è invece riconducibile a  Jean-Baptiste Siméon  Chardin  grazie alle sue numerose nature morte. Con gli Impressionisti si riescono a cogliere quelle atmosfere e suggestioni che solo la musica è in grado di creare. Anche con Braque e Picasso si possono trovare dei riferimenti alla musica, con particolare attenzione alle chitarre, ma la prima e vera applicazione della musica nell’arte avviene con Kandinski, come è evidente nel suo manuale”Il Suono Giallo” dove paragona ogni colore ad uno strumento particolare. A trarre ispirazione dal Jazz è Mondrian  che cerca di unire ritmo, proporzione ed equilibrio, grazie ad un processo di purificazione che coinvolge colore e suono. Nei dipinti futuristi sono evidenti forti richiami al suono inteso come frutto delle nuove tecnologie, ed è qui che entra in gioco il rumore inteso come elemento del quotidiano in grado di richiamare la vita stessa. In merito a ciò Russolo crea l’Intonarumori. I pittori dadaisti adoperano il teatro come palcoscenico per delle performance chiassose e disorientanti con lo scopo principale di scatenare le reazioni del pubblico. Ne sono esempio Ball, Arp, Satie e Man Ray che con il suo “Autoritratto” porta a una riflessione sul silenzio anticipando John Cage. Quest’ultimo riesce a togliere l’autorità sia alla figura dell’autore che a quella del performer mettendo in scena un pezzo teatrale multimediale passato alla storia come “Black Mountain Piece” dove la casualità, già anticipata da Duchamp, regna padrona. Gli insegnamenti di Cage e Satie vengono ripresi dal Fluxus, un movimento che aveva lo scopo di recuperare l’esistenza del suono al di fuori della musica.

La Sound Art  è il movimento artistico-musicale per eccellenza che si propone di ascoltare i suoni provenienti dalla natura esterna. Come spiega Daniela Cascella esistono tre principali generazioni  di questi artisti.

-Una prima può essere ricollegata a Christina Kubisch  che nella sua opera “Electrical Walks” ci aiuta a cambiare  la percezione del reale creando delle mappature di campi elettromagnetici che, grazie a speciali cuffie, vengono trasformati in suono.

-Notevole è anche la duplicità di Carsten Nicolai che in “Project for Doumenta X ” mappa tutta la città registrando più di 47 suoni e collocandoli in posti che le decontestualizzano.

-John Duncan  denuncia le violenze sessuali contro i minori in “The Keening Towers” un opera dove delle casse acustiche vengono inserite sopra ad un palazzo e trasmetto cori di bambini modificati fino a diventare lamenti.

Fra le mostre più recenti si possono analizzare “Sounding: a Contemporary Score” del Moma dove hanno esposto artisti come Stephen Vitiello,Michele Spanghero, Donatella Landi, Roberto Pugliese Jacob Kirkeegaard, Christine Sun Kim, Bill Fontan, Micol Assaël e tanti altri ancora. In questo percorso è evidente come il termine “Arte” non debba essere ricollegato solo al senso della vista, bensì a tutti e cinque i sensi.

ENG

During the second meeting, held on October 15 at the MAXXI, the art historian Claudia Fiasca exposed the historical-musical development in art.

Already in the ‘500 Leonardo Da Vinci had shown the difference between music and art, defining the former as something ephemeral and the second as durable. Instead, the first portrayal of silence can be seen in the works by Jean-Baptiste Siméon Chardin, he shows it in the numerous still lifes which portrayed musical instruments.

With the Impressionists you are able to grasp the atmosphere and charm that only music can create.

Even within works of Braque and Picasso there can be found references to the music, with an emphasis on guitars, but the first real application of music in art is with Kandinsky, as is evident in his textbook “The Yellow Sound” where he compares each color to a particular musical instrument.

Mondrian, inspired by Jazz music, combined rhythm, proportion and balance within his works, thanks to a purification process that involves color and sound.

In Futurist paintings there are obvious references to the sounds resulted by new technologies, and that is where the noise comes into play. It is considered as an element of daily life that can recall life itself. In this respect Russolo creates the Intonarumori.

The painters of the Dadaist movement used theater as a stage for the portrayal of noisy and disorientating sounds for the main purpose of triggering reactions within the audience. Examples include Ball, Arp, Satie and Man Ray; with his “Self-Portrait” which leads to a reflection on silence, anticipating John Cage. The latter is able to remove the authority of both the figure of the author and that of a performer, staging a multimedia theatrical performance in “Black Mountain Piece” where randomness, as already anticipated by Duchamp, is the reigning mistress.

The teachings of Cage and Satie are taken from Fluxus, a movement that aimed to recover the existence of sound outside of music.

Sound Art is the artistic movement that aims to listen to the sounds coming from the external nature. As explained by Daniela Cascella there are three main generations of these artists.

-A First can be traced to Christina Kubisch that in her work “Electrical Walks” she helps us to change the perception of reality by creating mappings of electromagnetic fields which, thanks to special headphones are transformed into sound.

-There Is also the duplicity of Carsten Nicolai in “Project for Doumenta X” where he maps the entire city and recorded more than 47 sounds, then putting them in places that decontextualize the sound itself.

-John Duncan denounces sexual violence against children in “The Keening Towers” an art work where large speakers are placed on top of a building and emit voices from a children’s choir which slowly are modified to become screams and eerie sounds.

Among the most recent exhibitions of Sound Art is “Sounding: a Contemporary Score” from the Moma, where artists such as Stephen Vitiello, Michael Spanghero, Donatella Landi, Roberto Pugliese Kirkeegaard Jacob, Christine Sun Kim, Bill Fontan, Micol Assa ël and many more exhibited their own works of sound Art.

In this journey it is clear that the term “art” should not be reconnected only to the sense of sight, but to all five senses.

 

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ABAV AL MAXXI

Venerdì 10 Ottobre gli studenti ABAV si sono diretti presso il museo di arte contemporanee MAXXI di Roma. Ad accoglierli Antonella Muzi del Dipartimento educazione MAXXI, che ha illustrato agli studenti l’importanza di creare un museo d’arte del XXI Secolo nazionale. Passando dalla filosofia della costruzione architettonica della archistar Zaha Hadid, arrivando ad illustrare una vera e propria officina di giovani artisti che hanno la possibilità di esporre in un museo inserito in un contesto internazionale.

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SECONDO INCONTRO

PRIMO INCONTRO

SISTEMI MUSEALI E LAVORARE SUL SUONO

Nella giornata di Mercoledì 16 Settembre, presso l’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo, si è svolto il primo incontro inerente al progetto MUSUO; l’appuntamento moderato dal Professore Marcello Carriero, ha visto come ospite il musicista e compositore Andrea Araceli. Il Professor Carriero ha spiegato la relazione tra mostra artistica e museo e la relazione che intercorre tra museo e città. Successivamente il musicista e compositore Araceli ha descritto la sottile melodia tra musica e rumore.

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OPEN MUSEUM OPEN CITY

 L’accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo ha stipulato una convenzione con il MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, per un progetto che prevede la costruzione di un percorso didattico-formativo presso la sede del museo romano in via Guido Reni, nei mesi di ottobre e novembre 2014.

Alla base di questa collaborazione sussiste in primis la volontà di avvicinare gli allievi dell’Accademia al mondo dell’arte contemporanea introducendoli, dapprima, all’analisi dei sistemi museali e del modo in cui questi vengono strutturati per arrivare, poi, alla realizzazione di un prodotto finale che testimoni l’esperienza vissuta. Il progetto, in base al quale il MAXXI verrà svuotato e riempito di opere sonore, offre la stimolante possibilità di ripensare il rapporto tra produzione artistica, interventi architettonici e partecipazione del pubblico.

Il programma del nuovo direttore artistico Hou Hanru consiste proprio nel rimuovere tutte le opere “materiali” per aprirlo al dialogo. Da troppo tempo, infatti, le strutture museali sono concepite dal pubblico fruitore come delle chiese ed esso, rivestendole di una sacralità che non gli è propria, tende a costringersi nel mutismo. Al contrario è proprio di fronte alle opere d’arte che lo spettatore dovrebbe esporre le proprie impressioni ed opinioni, ascoltare quelle altrui per poi creare un vero e proprio dibattito. Perché al termine “arte” non si può non associare anche la voce “democrazia”. Il suono diventa, dunque, la chiave di lettura della realtà, grazie alla quale è possibile creare un museo aperto, uno spazio volto al dialogo tra voci diverse per rifondare l’idea di istituzione culturale.

Ogni settimana a partire dal 23 ottobre fino al 30 novembre le opere verranno sostituite di volta in volta da altre realizzazioni artistiche. Tale impegno, enorme anche dal punto di vista tecnico, costituisce un passo fondamentale per mostrare un prototipo della nostra società.

Il suono, che opera sia nel contesto museale che in riferimento alla città, permette al museo di aprirsi al sistema urbano, analizzandone sviluppi, cambiamenti e problematiche.

Gli allievi dell’Accademia che saranno protagonisti di questo processo produttivo e creativo, affiancati dal rettore Luigi Sepiacci,dal professor Marcello Carriero e dallo staff del dipartimento educazione del MAXXI, presenteranno, poi, il progetto presso l’Accademia di Belle Arti “Lorenzo Da Viterbo”. In quest’occasione gli studenti coinvolti si porranno come mediatori raccontando l’esperienza vissuta ai loro coetanei.

In tale occasione saranno coinvolti tutti i partecipanti, gli studenti dell’Accademia, la comunità territoriale di Viterbo che i ragazzi dovranno coinvolgere e richiamare, le famiglie degli studenti, i rappresentanti del MAXXI, i professori direttamente coinvolti e il corpo docente.

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